Pillole: Caffè nero

Apro gli occhi e mi gira la testa. Mi sembra di non essere in me, non sento il mio corpo, non sono presente.
La stanza è in disordine, e il disordine è nella mia testa.
Puzzo d’alcool, di nuovo.
Provo a mettermi seduto, la testa tra le mani e cerco di ricordare cosa è accaduto la notte prima. Concentrarmi è difficile, quasi impossibile. Vorrei del caffè, nero.
Mi alzo e, a passi lenti, attraverso il corridoio per dirigermi in cucina. Ho gli occhi ancora socchiusi, addormentati. Le tapparelle sono abbassate; se non fosse per l’afa tipica del mattino potrei credere di essere ancora nel bel mezzo della notte.
Arrivo alla cucina, lo capisco perché la sensazione sotto ai piedi cambia. Non sto più camminando sulla moquette, ma su gelide mattonelle lisce. Non trovo l’interruttore della luce, a tentoni arrivo al mobile sopra il lavello, dove tengo la sostanza nera. Lo apro, la cerco, non c’è.
Impossibile, sono un tipo abitudinario, non cambio mai posto a nulla, non modifico mai la posizione di nessun oggetto. Tutto deve restare esattamente come lo hai lasciato tu prima di andar via. Nel caso tornassi. In questo modo capiresti che ti ho atteso ogni istante, senza fare modifiche. Senza provare ad andare avanti. Nel caso tornassi vorrei lo notassi e che poi, commossa, ti spostassi i capelli neri dalla fronte, mi saltassi al collo per abbracciarmi e dirmi “lo sapevo”.
Il caffè non è dove l’ho messo. Nessuno è stato in casa mia, nessuno è entrato tra le mie mura. Nessuno.
Il mal di testa mi deconcentra, piccoli flash della sera precedente mi tornano alla mente: una ragazza dai capelli paglierini, le luci di una discoteca, bicchieri vuoti e musica ad alto volume.
Cosa è successo ieri? Ma soprattutto, dov’è finito il caffè?

« Che fai? Torni a letto?»

Una voce sconosciuta mi chiama. Sulla porta, poggiata allo stipite, nuda, una figura femminile. Nell’oscurità noto lo splendore oro dei suoi capelli. Tutto mi è chiaro. Non sono a casa mia. Meglio così, il caffè sarà ancora al suo posto. Nel caso tornassi.

Chiudo l’anta del mobile e seguo la ragazza verso la camera da letto.

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