Canova, Intervita – per Music Coast To Coast

Canova, novità nella scena indie-pop italiana. Novità non tanto per il sound ma per le intenzioni. Avete ragione tutti è un disco che parla perché vuole farlo, senza pretese e senza secondi fini. Ho scoperto la verità su questo lavoro parlando direttamente con gli interessati.

– Primo disco con la Maciste dischi, Avete ragione tutti è un lavoro pop-indie che si contraddistingue per quale motivo? Vorrei che foste voi, in primis, a dargli una definizione.

Non so rispondere precisamente, nel senso che abbiamo creato Avete ragione tutti, con molta naturalezza. Abbiamo registrato ciò che suonavamo nei locali e in sala prove già da tempo, non abbiamo lavorato facendo schemi su dove andare a parare o sul genere da scegliere e delineare, è un po’ tutto frutto del caso.

 – Frutto del caso anche il successo e la strada che avete percorso?

Crediamo che da una parte si tratti di fortuna. Certo, però, non si tratta solo di lanciare una canzone su internet, è una questione di team: c’è l’etichetta, l’ufficio stampa, il manager, e tanti altri che sicuramente hanno dato una mano a farci arrivare dove siamo ora.

 – Manzarek è un brano che mi ha colpito molto, c’è un immaginario leggermente “amarcord” al suo interno, il testo è semplice ma diretto. Qual è la storia dietro questo brano? Qual è la soluzione a questa apparenza contraddizione?

Pensa che questo brano non ci stava andando nel disco, era un pezzo su cui non puntavamo molto, ma in realtà è uno di quelli che è cresciuto di più nel tempo. È semplicemente una delle tante storie che ci sono nella vita, e come tante, ad un certo punto finisce. Spiegare le canzoni è un casino, io le scrivo, non riesco a guardarle da lontano. Il testo è molto schietto, come per gli altri brani. Sono brani scritti così come li racconterei parlando a qualcuno, li creo così perché mi piace molto lo stile comunicativo di una canzone. I riferimenti sono veri, la ragazza che descrivo in Manzarek amava i Doors, metteva le maglie di Jim Morrison, sono tutti riferimenti reali. In fondo, quando scrivi una canzone è come se raccontassi una storia ad un amico, no?

 – Sì, in parte hai ragione. Volevo chiedervi: siete partiti direttamente con un disco, anticipato da nessun EP. Qual è stato il vostro esordio?

Il nostro esordio è stato live. Suonavamo da tanto, e la scelta è stata quella di fare un disco non un Ep. Suonavamo senza etichette, fuori dai circuiti più grandi. Andavamo a suonare ovunque, cercando di capire, in 4 anni, se volevamo fare questa vita, cambiando spesso scalette, spesso stile. L’anno scorso abbiamo capito di essere pronti, non volevamo vergognarci dopo poco delle cose che avevamo creato, dato che su internet dura tutto per sempre, quindi non volevamo avere fretta. Solo l’anno scorso ci siamo sentiti pronti e abbiamo fatto la follia. Infatti, il disco è stato registrato in 6 giorni, pura pazzia, senza pretese.

L’articolo continua su Music Coast To Coast

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