Semplice

Ieri sono stato colto da una sensazione di nostalgia che speravo di provare il più tardi possibile. Ieri Napoli mi mancava molto. È vero che negli ultimi mesi sono quasi sempre in viaggio e che il lavoro, i progetti, mi portano a “casa” spesso e volentieri, ma ogni volta si tratta di una toccata e fuga, intensa certo, ma nulla più. Da ottobre ad oggi ho disfatto e rifatto la valigia e la borsa non so quante volte, e forse sono stanco.
Ho sempre cercato di esprimere il mio rapporto con la mia regione e con Napoli, in modo particolare, tale che potessi evitare di ricadere nello stereotipo classico. E il modo migliore che ho trovato fino ad ora è stato il silenzio, limitandomi a dire, quando necessario, che è una città complicata e che l’amo per questo. Ma se a volte il silenzio è abbastanza e dice tutto, forse questa volta non compie bene il suo dovere.
Ieri sono tornato dall’Irlanda, ho trascorso la notte in aeroporto, e il giorno a Londra attendendo un altro aereo. Sono tornato a Roma, dove vivo. Ero stanco, molto. Soprattutto pensando a Venerdì, alle ore di autobus che dovrò fare per arrivare a Milano. Mi mancava la sensazione di calma che solo un posto fisso, dove fermarsi a lungo, può dare. Ieri avrei dovuto dormire.
Ma ieri suonava Claudio Domestico, Gnut, qui vicino casa.
Sono sceso con l’idea che sentire una voce, perché di questo si tratta, familiare sarebbe stato bello. Ha cantato Semplice, e mi ha ricordato che dimentico quanto è semplice il giro di Do. Mi ha ricordato quanto è semplice essere felici di quel che si ha. Mi ha ricordato quanto deve essere semplice vivere e che le difficoltà il più delle volte ce le imponiamo con il nostro atteggiamento.
Dopo il live ho pensato ad un modo semplice per spiegare il perché amo tanto Napoli, la Campania tutta, l’Irpinia. Ho pensato al perché mi “sbatto” tanto, al perché non riesco a staccarmene.
È che questa terra è stata generosa con me. È che mi hanno insegnato che dietro il manto nero c’è molto di più. E l’ho visto.
Semplice.

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5 thoughts on “Semplice

  1. C’è una cosa che scrisse lo scultore Constantin Brancusi che porto da tempo con me come un mantra: “la semplicità è una complessità risolta”. Sicuramente il discorso era molto più articolato di così, ma il senso profondo che se ne trae credo sia il raggiungimento di una consapevolezza dopo aver limato, ripulito, sgombrato dagli eccessi delle nostre architetture personali, tutto, il nostro essere e il nostro fare. Ma troppo spesso me ne scordo. Che bello però quando accade!

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  2. Capisco la sensazione di essere sbattuti da un posto all’altro. Sono romana di Roma ma il mio lavoro mi porta qua e là per il mondo. Ogni tanto mi piace partire, è un modo per prendere un po’ le distanze ma a volte le trasferte diventano uno sbattimento e odio fare e disfare la valigia.

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