Intervista a Giorgieness per Music Coast To Coast

A quasi un anno da La Giusta distanza, Giorgieness ha compiuto oramai un salto di qualità davvero notevole rispetto agli inizi. Nella sua voce, attraverso il telefono, si nota maggior sicurezza, nonostante dica di essere una persona alquanto “timida”. Eppure con la sua voce, la sua carica e l’energia della sua musica, l’artista riesce a trasmettere emozioni intense capaci di coinvolgere il pubblico e di conquistare un seguito fedele.

Durante un’intervista telefonica abbiamo parlato di progetti, sogni, ma soprattutto di musica.

La Giusta distanza è vicino a compiere, oramai, un anno, cosa ti ha dato questo disco e il conseguente tour?

Il disco è nato proprio per essere portato in tour, per poter suonare dal vivo e avere un rapporto diretto con il pubblico. Ho portato il disco in tante città e lo considero un grande traguardo. Ci sono state molte date importanti, molte soddisfazioni forti. In fondo fare un disco è un po’ come fare un parto, è divertente, entusiasmante, ma non vedi l’ora che finisca per portarlo in tour. Abbiamo avuto l’onore di aprire i Garbage nella loro unica data italiana, siamo stati l’open act dei apertura Verdena, e vedere che anche quello che non era il nostro pubblico ci ha apprezzato, è stato fantastico.

 – Com’è stato il rapporto dietro le quinte con le grandi band che prima hai citato?

Sono rimasta colpita in senso positivo da tutte le band con cui ho condiviso il palco. I Garbage, ad esempio, hanno mostrato un’umanità allucinante che è fondamentale. Sono artisti umili. L’importante è pensare alla musica, rimanendo umili, perché ciò che conta è il piacere di fare arte.

 – A che punto eri prima del tour? A che punto ti senti adesso?

Sinceramente, noi da dentro facciamo fatica a capire come ci percepiscono gli altri, quindi non saprei dirti dove mi trovo ora. Io e Andrea, attuale bassista, ex batterista, prima di cominciare abbiamo fatto tantissima gavetta, prima chitarra voce, poi in trio. Siamo arrivati preparati all’idea di fare così tante date, e siamo arrivati sul palco con una consapevolezza diversa, nuova, anche se tutti ci dicevano che miglioravamo ad ogni data e ad ogni live. Quando suoni da quando hai 14 anni il palco lo senti un po’ come casa tua.

L’intervista continua su Music Coast To Coast

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