Recensione: Adam Green – Aladdin; per Music Coast To Coast

Che Adam Green sia un artista sopra le righe è risaputo, che sia un amante dello sperimentare nuovi e alternativi metodi di espressione artistica non stupisce nessuno. Che il suo rapporto ravvicinato con le droghe lo spinga a realizzare stramberie di ogni genere è storia.

Aladdin non è semplicemente l’ultimo estratto musicale di Adam Green, bensì un lungometraggio realizzato dopo The Wrong Ferrari, film interamente girato con un iPhone. Se il primo lavoro lo aveva eletto a “Fellini strafatto di Ketamina”, il nuovo prodotto, Aladdin, lo assimila a Gondry e all’immancabile Jodorowsky sotto effetto di LSD, o qualche altra droga di più dubbia provenienza.

La storia narrata è decisamente surreale, in pieno “stile Green”, una sorta di distorsione psichedelica della realtà che coinvolge ogni campo del film, dalla sceneggiatura alle musiche, e che s’inserisce in modo trasversale tra le tematiche descritte.Tematiche collegate tra loro e allo stesso tempo lontanissime: la politica, la tecnologia, l’amore, la musica, la droga, il sesso, l’universo.

L’articolo continua sul sito di Music Coast To Coast

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