Epistassi

La prima volta che ebbi una perdita di sangue dal naso fu per colpa di mio fratello. Stavamo “giocando” alla lotta, in macchina, almeno così pensavo, lui mi colpì forte sul naso e istantaneamente il mio sangue ricoprì il finestrino di vetro dell’auto di mia madre. Ciò che ricordo subito dopo è una folla di persone intorno a me che mi faceva coraggio. Avevo cinque anni.

Da quel momento l’epistassi per me divenne una sorta di rito. Mi ha accompagnato, e lo fa ancora, per tutta la mia vita. L’epistassi, il sangue, il suo sapore ferroso che provo ogni volta che scende giù per la mia gola, sono una delle primissime sensazioni che riesco a ricordare. Lei è la mia prima amica.

Ricordo che i miei genitori si preoccupavano in modo serio di tale malessere. Oggi non lo fanno più. Dagli interventi immediati di ugurol, arnica e tamponi, oggi, ogni volta che perdo sangue dal naso l’unico gesto empatico che sento è la voce di mia madre che come un mantra recita: “Un’altra volta?”.

Ho imparato a cavarmela da solo col sangue: mai portare la testa indietro, il sangue andrà in gola. Ma anche se non lo faccio, tra le mie cavità deve esserci per forza qualche errore, il sangue arriva comunque alla mia bocca sporcandomi i denti. Metti i polsi sotto l’acqua gelida, tampona con della garza o un fazzoletto monouso. Non abbassare la testa. Se perdi troppo sangue mangia subito un cucchiaio di zucchero.
Conosco tutti i metodi. Ho imparato col tempo.

L’epistassi mi rendeva speciale quando ero piccolo. Sembrerà strano, ma dalle mie parti non era un fenomeno così diffuso, e soffrirne mi rendeva un po’ unico, un po’ speciale. Col tempo che io perdessi sangue o meno non importò a nessuno. Alcuni ne hanno riso, altri ne sono rimasti stomacati. Io però perdo sangue, e questa sera ne ho perso ancora. Anche questa sera non ero per niente speciale.

Ho pensato ad una canzone dei Marta Sui Tubi che recita: “e non sforzarti di essere speciale perché chi è speciale è sempre il più normale”.

Ho pensato di voler chiedere scusa. Ho pensato di essere imperfetto. Ho pensato di essere solo una normale persona che perde sangue dal naso. Spesso. Niente di più.

Ho ascoltato un’altra canzone mentre perdevo sangue, guidando. Diceva “e non ti capisco al volo se non voli con me”. Ho pensato ad una persona sparita. Ho pensato a quella volta che senza dire niente mi tamponò il naso e ne bevve una goccia. Ho pensato di esser stato speciale, poi ho ricordato… Il primo ricordo era un’illusione dolce, il secondo un’amara verità.

Ho sempre creduto che perdere sangue dal naso mi rendesse speciale. Ho sempre peccato di presunzione. Tornando a casa ho pensato a due frasi, provenienti da altre due canzoni. La prima diceva “io non mi aspetto più niente da nessuno, perché nessuno mi sa aspettare”, della seconda mi ha colpito solo il verbo scomparire.

Io non sono speciale e devo smettere di pensare di esserlo.
Io sono l’ultima ruota del carro, ma non per questo posso smettere di girare. Solo che se cedo o se smetto, per l’andamento del veicolo, non cambierà niente.

Così perderò ancora sangue, ma sarà solo una goccia, da tamponare con un fazzoletto, che non stupirà nessuno. Almeno finché quel sangue ci sarà.

Annunci

8 thoughts on “Epistassi

  1. Ciò che è speciale, a volte, può finire per non esserlo più…oppure è solo questione di prospettiva…finché un giorno, ciò che per te è assolutamente banale, ti rende unico agli occhi di un’altra persona…

    Mi piace

  2. Io da piccola mi dissanguavo, al punto che una notte venne d’urgenza in casa il medico di famiglia per curarmi a dovere. Poi però, all’ennesimo spavento, mia madre mi portò dall’otorino che mi cauterizzò una venuzza, le emorragie diminuirono in intensità e frequenza, poi scomparvero del tutto. Quando mi succedeva, mi sentivo per metà vittima e per metà eroina, e mi facevo coccolare. Ma la cosa era un’arma a doppio taglio, perché mia madre, molto apprensiva, mi impediva preventivamente le normali attività e avventure tipiche dei bambini, con la frase “E se poi ti viene il sangue dal naso?” Quando finì, per me fu un sollievo ritornale normale da “speciale” che ero stata. Ora come ora la ritengo una “caratteristica” seccante per chi l’ha avuta in sorte, anche mio marito saltuariamente ne soffre e non è per niente contento quando gli succede. Sangue da naso o meno, ti auguro di tutto cuore di essere o continuare ad essere speciale almeno per una persona!

    Mi piace

  3. quindi mi confermi che devi tenere la testa in giù x farlo uscire?
    io da piccola non ne ho mai sofferto, poi nel 2005 non smetteva più, mi hanno cauterizzato (ahia!) e messo dei tamponi nel naso, un dottore davvero antipatico: x lui io ero solo l’emergenza della domenica mattina, mentre io non sapevo come mai.
    Da allora non prendo più l’aspirina x paura che mi si fluidifichi troppo il sangue…
    Non credo che tu sia l’ultima ruota del carro.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...