Message in a bottle

Cara Sabin,
Ti scrivo adesso, solo adesso, che mi trovo qui disperso e senza speranza di salvezza alcuna. Ti scrivo in questo momento e affido questo messaggio al mare, sperando che ti possa raggiungere in qualche modo. Ti scrivo mettendo su carta ciò che non ho mai potuto dirti prima, ti scrivo perché nient’altro ha più importanza, e la consapevolezza della fine si avvicina.
Non ti ho mai incontrato Sabin, se non nei sogni. Ti ho cercata a lungo, fin dal primo momento in cui, ad occhi chiusi, ho sentito il tuo nome e immaginato il tuo viso; l’ho fatto con disperazione, provando ad individuarti negli occhi di ogni passante, nelle movenze di ogni sconosciuta che incrociavo per strada, nei discorsi di ogni persona con cui parlavo. Ho provato a cercarti in ogni donna che amavo, in ogni relazione, in ogni esperienza, ma non ti ho mai trovato, non sono mai riuscito a trovare qualcuno che sapesse darmi le emozioni e le sensazioni che tu nel sogno mi donavi. Purtroppo non sono mai riuscito a trovare una donna come te, unica e perfetta, fatta della materia del mio inconscio, nata dal mio desiderio, creata per risolvere l’agglomerato oscuro delle mie paure e dei miei dubbi. Nata per darmi speranza. Bellissima come l’aurora, comprensiva come il tempo, imprevedibile come la luna. Ti ho cercata a lungo sabotando ogni mio rapporto umano, ogni mio tentativo di trovar pace tra le braccia di un’altra, ma il ricordo mai vissuto del calore del tuo abbraccio era più forte. La sensazione dei tuoi baci sulla mia pelle, provata solo nel sogno, superava ogni contatto reale, il tuo tocco immaginario era più dolce di ogni carezza di donna, il tuo volto creato dalla mia mente era più bello di ogni viso che mi si parava innanzi. Ti ho cercata a lungo, viaggiando nel mondo, sperando di trovarti e di dar concretezza al mio sogno, all’immagine di te che avevo stampata nella mente; ho sperato vivamente di riuscire a riconoscere tra la folla i tuoi capelli rossi, di subire lo sguardo dei tuoi occhi verdi e profondissimi, di incantarmi ammaliato dalle tue lentiggini, ma tutto ciò non è mai accaduto.
Ti ho cercato, distruggendo i miei legami, distruggendo me stesso, la mia sanità la mia essenza, ho dato tutto pur di trovarti, ma non ne sono stato capace. Più volte lungo il cammino, durante la tua ricerca, mi sono illuso di averti finalmente trovato, che il mio viaggio fosse terminato, ma dopo poco mi accorgevo che non era così, e l’amarezza diveniva l’unico sentimento dominante nel mio animo.
Ti ho cercata a lungo e questo mi ha portato a perdermi fisicamente qui, su quest’isola deserta che raffigura nient’altro che la mia mente e i suoi limiti.
Ti scrivo perché vorrei dirti ora ciò che non ho potuto dirti di persona e affido alle onde del mare e al vento, signori del caso, le mie parole. Ti scrivo perché vorrei dirti quanto ti avrei amato, e quanto ti avrei reso felice, lo faccio per dirti quanto avrei avuto bisogno di te, delle tue cure, della tua presenza. Ti scrivo per dirti quanto ti ho desiderato e di come non abbia mai smesso di cercarti pur non riuscendo a raggiungerti mai, perché in questo mondo non ho mai trovato nulla che valesse quanto la tua immagine sfuggente e quanto il calore di quella sensazione che nell’illusione mi hai trasmesso. La realtà è sopravvalutata, io ho vissuto in questo mondo solo per un’illusione e non me ne pento poiché ogni secondo del mio tempo era indirizzato a te, dedicato a te, nato per te. L’illusione, la speranza, il desiderio, valevano e valgono molto più di un’intera vita incastrato tra i meccanismi della mondanità e dell’immobilismo, il sogno vale più di ogni singolo secondo di esistenza vera. Tu, nascosta nelle mia mente, rintanata nello scrigno prezioso della mia anima valevi di più di ogni più prezioso tesoro esistente, e la tua ricerca, seppur vana, è stato l’unico motivo che mi ha spinto a vivere, che mi ha spinto ad aprire gli occhi ogni giorno.
Ti scrivo, perché avrei voluto poter assaggiare le tue labbra, ti scrivo perché avrei voluto dirti queste parole di persona, Sabin, ma non posso.
Sono perso adesso, nel mare del nulla creato da questa realtà maligna. Sono perso, solo in un’isola persa anch’essa tra miliardi di isole identiche. Avrei voluto incontrarti e dirti tutto questo sussurrandotelo all’orecchio, ma non è stato possibile…
Affido la mia testimonianza al destino, con la speranza che sia benevolo e che infine ti raggiunga.
Affido la mia speranza alla morte, sperando che mi colga e mi permetta di rivederti ancora, nel sogno.

Questa volta per sempre…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...