Discorsi del ca…lcio, pre-saggio di fine stage al Teatro Rostocco – per TDC

“Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il Teatro”, questa è la tematica principale dello spettacolo teatrale “Discordsi del ca…lcio” tenutosi dal 20 al 22 maggio al Teatro Rostocco di Acerra.

Attraverso la regia sapiente, minimale e quasi surreale di Ferdinando Smaldone, il teatro sfida il calcio, il calcio entra in teatro. Il palco si trasforma in una tribuna, in spalti, e gli stessi a loro volta diventano il palcoscenico che dà la possibilità a 12 storie, 10 telecronisti, 12 maglie, 2 tifoserie, 12 inni, 191 gol di ritornare in vita, di prendere vita e urlare la propria storia.
Tra partite passate alla storia, squadre divenute leggende, giocatori diventati miti, storie mai raccontate, tra leggenda e realtà, si svolgono le due ore di spettacolo messe in scena dai ragazzi del “Laboratorio teatrale Stage III”.

Ma cos’è “Discorsi del ca…lcio”? La risposta può apparire chiara soltanto dopo aver assistito, con attenzione, a tutto lo show. È un grido, forte, chiaro, limpido, che sa farsi sentire, interpretato con grande abilità e partecipazione. È un grido: sociale, politico, culturale, sportivo; un grido di disperazione, un grido d’emozione, una richiesta d’aiuto o uno sfogo di rabbia. “Discorsi del ca…lcio” racconta, attraverso le più assurde, toccanti, leggendarie e veritiere storie del calcio, il disagio non di una degenerazione unica, ma dell’umanità intera, costretta sempre più spesso a piegare la testa di fronte ad oppressori, difficoltà e orientamenti severi. “Discorsi del ca…lcio”, invece, si muove contro corrente, racconta a pieni polmoni la propria voglia di farsi sentire, di lottare e di giocare la partita della propria vita fino alla fine, come in una partita di calcio. Ed è proprio il gioco del pallone che viene utilizzato come veicolo per sentimenti profondi, riflessioni toccanti, storie avvincenti; in maniera semplice, tra una risata, un gol e un fuorigioco, la sceneggiatura serrata, i monologhi continui e la bravura nell’interpretazione degli attori, tiene il pubblico intero sulle spine fino all’ultimo, sperando, anzi, che questa partita non finisca mai.

L’articolo continua su Terre di Campania

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