Confessioni

Ultimamente scrivo parecchio.
Mi dico spesso che dovrei dedicare più tempo a questo blog, evitando d’inserire soltanto gli articoli che scrivo. Per quanto siano un buon aggiornamento quotidiano, la verità è che coloro che mi leggono sono bramosi di altro. Vogliono conoscere, sapere, intrufolarsi profondamente nei pensieri e soprattutto desiderano capire.

Questa sera voglio accontentarli.

Ultimamente scrivo parecchio, e non solo articoli, porto avanti progetti, sceneggiature per fumetto, libri, idee. Potrei dire che questo è il periodo più fertile della mia vita, e proprio per tale motivo, non riesco ad avvicinarmi alla conclusione di quasi nulla.

La mia maledizione? Troppe idee, troppo poco tempo, così poco che a volte non riesco a metter la mano sul foglio o le dita sulla tastiera per buttar giù due parole o anche solo una linea guida. Mi arrendo? Avrei dovuto farlo 3 anni fa, quando per la prima volta sono entrato nel mondo dell’editoria rimanendone decisamente deluso. No, non mi arrendo, ci vorrà solo più tempo.

Sto lavorando parecchio ultimamente. Sto dando fondo a tutte le mie energie per realizzare quello che molti chiamano un sogno, quello che io chiamo: il mio futuro. Roosevelt diceva: Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Non sono cose diverse, e per realizzarle, per realizzarsi, bisogna darsi da fare fin da subito.
Fondamentalmente io ci credo.

Ma veniamo a noi, un piccolo aggiornamento.
Un’Ucronìa ha due anni oramai, a settembre uscirà il mio secondo lavoro editoriale, uno studio sulla lingua del fumetto e del graphic novel in Italia, la stesura del mio secondo romanzo è bloccata, forse terminata per sempre. Ho ripreso a scriver poesie, ho smesso di scrivere haiku. Ho una nuova idea in cantiere, forse un nuovo libro, oppure una sceneggiatura per un graphic novel, ma per via della mia volubilità non posso assicurare nulla.

Posso solo dire che continuo a scrivere. Lo farò finché avrò sangue nelle vene.

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6 thoughts on “Confessioni

  1. Aggiornaci!
    P. S. Mi nonno diceva di non leggere mai più di un libro contemporaneamente. Né scrivere mai più di un’ opera per volta. Magari stai per creà il tuo capolavoro. Ma se disperdi le idee, chi li raccoglie i pezzi?

    Mi piace

  2. Io posso solo parlare della mia esperienza. Se qualcosa mi distrae seriamente e sto scrivendo un libro, “esco” dall’atmosfera di quel piccolo mondo che io stessa ho evocato e mi è difficilissimo rientrare. Mi è successo una volta per gravi vicissitudini familiari, che hanno avuto la priorità su tutto, poi mi ci sono voluti circa due anni per ritrovare la voce giusta per continuare a raccontare. Anche io ti consiglio di non disperderti troppo, non ti dico di lasciar perdere gli spunti che il quotidiano ti offre, ma salva un po’ di tempo, meglio se tutti i giorni, per il progetto principale. Certo, scrivere impone costanza e disciplina, specialmente se dobbiamo sacrificare a questa passione le ore del riposo, tipicamente a sera inoltrata. A volte io mi accorgo di usare persino il mio blog, in cui tuttavia credo davvero, come alibi per non impegnarmi a fondo: scrivo, ma pochino, con leggerezza, e lascio il “lavoro grosso” a dormire nel cassetto, rischiando la sua morte per soffocamento. (E così è, attualmente, per un libro che avrebbe dovuto raccontare di un amore impossibile della prima giovinezza, titolo provvisorio “La moglie del professore”).

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