Recensione The Ship di Brian Eno – per Music Coast To Coast

Non staremo qui a parlare di chi e soprattutto di cosa rappresentaBrian Eno: l’inventore della musica ambient da cui hanno preso ispirazione, in un modo o nell’altro, tutti i gruppi che si avvicinano al genere, dal post-rock allo psychedelic. Siamo qui per parlare diThe Ship, il nuovo disco, anche se di solo quattro tracce, del genio.

Dopo due anni da High Life, Eno compone quattro brani che raccontano un’unica storia ben delineata e che ricalcano, in modo sottile, tutto il lavoro degli anni passati mescolando innovazione e tradizione in 47 minuti di eccellente musica da sogno.

The ship si divide in due momenti ben distinti: il primo prende l’avvio con il brano che dà il nome al disco, 22 minuti che hanno anticipato l’uscita dell’album. La prima traccia dà un senso ben preciso al termine musica d’ambiente: i pad e i synth, ovattati e raffinati, si amalgamano perfettamente a creare un’atmosfera leggera, eterea, che infonde nell’ascoltatore la sensazione di aver appena aperto gli occhi, come un lento risveglio mattutino. Ascoltando i primi minuti del brano sì può comprendere quanto Brian Eno, maestro di gruppi come Hammock e Sigur Ròs, riesca a risultare, anche con poco, irraggiungibile.

L’articolo continua sul sito di Music Coast To Coast

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