Recensione: Hammock – Everything and Nothing; per MCTC

Sembra quasi come se gli Hammock con questo nuovo lavoro volessero raccontare una storia e, come accade in ogni disco del duo, tale racconto musicale diventa un luogo in cui l’ascoltatore immerge profondamente i propri pensieri.

Quasi non si tratta più di creare esclusivamente musica ambient e post rock, in Everything and Nothing la musica diventa ispirazione e come un mezzo di trasporto ci trascina e fa navigare con la mente attraverso i meandri più profondi e nascosti di noi stessi.

Si comincia lasciandosi cullare, da Turn away and return, tra acque tranquille, inabissandosi sempre più tra pad, echo e riverberi, fino a riaprire gli occhi, di colpo, al primo suono di rullante di Clarity. A questo punto il viaggio si trasforma in una corsa a rallentatore accompagnata da melodie in sovrapposizione. La capacità degli Hammock di creare immagini attraverso la musica è impressionante, come una fotografia la perfetta calibratura dei suoni e la ricchezza delle melodie imprime sulla retina dell’ascoltatore un luogo preciso, un ricordo indelebile, un futuro ancora da vivere.

Il resto qui.

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