Recensione: Mathì – Figura per MCTC

C’è poco da fare, la qualità si riconosce fin dalla prima nota, fin dal momento in cui un semplice accordo o un tocco di piano ti fa tremare fin dentro le ossa. Questo è l’effetto che fa Figura, il nuovo disco di Mathì, nome d’arte di Francesco De Simone che oramai lo accompagna in giro per palchi e locali nella sua missione: portare poesia e bellezza tramutata in musica.

Nove tracce, edite da Octopus Records, suonate e registrate da una formazione tutta nuova, che vede rimasto accanto alla voce di Francesco lo storico Antonio, tastiera e synth, accompagnamento prezioso.

La particolarità di questo progetto è da sempre stata la bellezza delle parole interpretate dalla voce di Mathì e nate dalla sua penna. Questa volta, in modo particolare rispetto al passato, degna di nota è la musica: un perfetto misto tra energia e melodia. Il disco inizia con Sensi, un potente punto di partenza per un disco che si presenta maturo e ben strutturato in ogni suo piccolo dettaglio, dalla composizione alla registrazione.

Mathì racconta storie, lo fa con una voce calda, decisa, che ci fa il “cuore a pezzi”, come annuncia in Cannibale; lo fa con giochi di parole, ossimori, metafore, analogie e ritmiche, arricchendo di citazioni letterarie importanti il proprio lavoro, basti pensare al chiaro riferimento a Montale nel brano La Bufera; lo fa attraverso figure che ci presenta poco alla volta grazie a pillole di musicalità davvero interessanti come in Teresa.

Il resto qui.

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