Intervista a Il Cielo di Bagdad per MCTC

Il cielo di Bagdad, gruppo campano, recensito da noi poco tempo addietro per il loro ultimo lavoro No Bad Days. risponde ad alcune delle nostre domande sul loro lavoro e la loro musica.

– Ciao a tutti voi, la prima domanda è subito senza mezze misure. Come mai questa lunga attesa prima di No Bad Days? A cosa vi è servito tutto questo tempo?

Ciao!

È bene distinguere le cose.

Questo disco è stato “pensato” in due anni, ma è stato prodotto in un paio di settimane l’estate scorsa, tra Napoli e Berlino.

Non lo sappiamo se è stata una lunga gestazione ma di sicuro questo tempo ci ha aiutato a riflettere, prima di tutto sui nostri errori, e oggi ripartiamo piu consapevoli e più forti di prima.

– No Bad Days, un disco di grande spessore, dalle sonorità futuristiche e varie, come si colloca nella cronostoria de Il Cielo di Bagdad?

Grazie per il grande spessore,(sorrisi) questo disco si colloca come il quarto disco della band e con se porta il cambiamento dell’epoca che viviamo. È una fotografia dei nostri giorni. Dal primo disco un pò di cose sono cambiate, gli amici, gli amori, quelli ritrovati, quelli persi. Le spunte blu e le emoji non esistevano nemmeno!

Il resto qui.

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