Recensione: Sorge – La guerra di Domani; per MCTC

Sorge, il nuovo progetto di Emidio Clementi, voce dei Massimo Volume, in coppia con Marco Caldera all’elettronica, prende finalmente una forma fisica con l’album La guerra di Domani edito da La tempesta.

L’idea del progetto è nata proprio in seguito all’incontro dei due componenti della band; Emidio Clementi ha trovato nel suo maestro di pianoforte un compagno fedele che ha contribuito ad arricchire le sue idee, a darle una struttura, a farle nascere fiorenti.

Richard Sorge, spia sovietica impiccata dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale, dà il nome al gruppo; inoltre il coraggio dell’agente segreto russo ha ispirato la maggior parte dei brani presenti nel disco.

Dieci interessantissime tracce che mescolano elettronica e musica classica creando un vortice di suoni, linee melodiche e ritmiche coinvolgenti e attraenti. A dare un tocco in più a La guerra di Domani è la voce, conosciuta, rassicurante, perfetta di Emidio Clementi, garantita da anni di dischi coi Massimo Volume.

La ricerca del suono è quasi maniacale, ogni singolo dettaglio è curato con attenzione e se i suoni elettronici, i brass, i synth, e i beat sostituiscono il calore e il colore delle chitarre e dei suoni “acustici” appartenenti al post rock, i tasti del pianoforte di Caldera sanno dare bellezza e arricchire un discorso che altrimenti resterebbe sterile.

Nascono così brani violenti e allo stesso tempo delicati comeHancock 96 e Quello che ho perso.

L’obiettivo di Sorge è quello di creare ambienti, situazioni, luoghi, paesaggi, attraverso la musica. Spesso si tratta di atmosfere cupe, strade buie, locali squallidi, intrisi d’ansia, paura, rassegnazione.

“Ma l’amore ci salverà” dice Emidio in Il Cerchio, e l’amore in questo disco viene rappresentato attraverso le interessanti melodie e dinamiche di pianoforte sviluppate quasi di nascosto, ma che colpiscono dove devono: dritto al cuore.

Il resto qui.

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