Intervista a Francesco Amoruso, il Gallo Canterino, su Terre di Campnia

Francesco Amoruso, classe 1988, vive a Villaricca e ha tanta voglia di farsi vedere, sentire, ascoltare, insomma di dire la sua! Ultimamente ha pubblicato un Album, il suo primo in qualità di Musicista, dal titolo “Il Gallo Canterino”, dopo numerose presentazioni gli ho posto qualche domanda sul suo lavoro, sul proprio percorso e sui suoi progetti futuri. Buona lettura:

– Ciao Francesco, ti definisci cantautore giusto? Secondo te esistono ancora musicisti che possono definirsi tali? Cosa ci vuole per esserlo?

Se accettiamo la generica definizione secondo cui “il cantautore è quello che si canta ciò che scrive”, allora sì, sono un cantautore. Però, fondamentalmente, in linea generale, non so cosa ci voglia per esserlo e nemmeno me lo creo il problema. Alcuni si mettono a fare la distinzione tra cantastorie e cantautori, ritenendo i primi dei semplici racconta storie, per l’appunto, con un’accezione quasi negativa, come fossero giullari di serie b, mentre il cantautore racconterebbe, secondo la visione di questi intellettuali, l’io proprio dell’artista, le sue turbe mentali e compagnia bella. Insomma, se ingolfi la tua produzione di ballate, piene di melodia e metafore oscure, allora sì che sei un cantautore, meritevole di pernottare vita natural durante tra gli dei dell’olimpo, altrimenti no. Fondamentalmente a me piace scrivere e la musica la trovo una variante importante per esprimere quello che voglio, che sia una storia o il mio io angosciato dall’idiosincrasia e del blablà ancestrale dell’universo.

– Quali sono le tue influenze musicali? Quale artista ti ha segnato maggiormente?

Musicalmente ascolto di tutto. Sono un po’ come il porco da letamaio. Non mi fa schifo niente. O meglio, mi fanno schifo un sacco di cose, ma ho bisogno anche di queste. Di artisti che mi piacciono ce ne sono tanti, e sarebbe retorico fare i soli nomi della scuola cantautorale degli anni 70. Più che altro i miei punti di riferimento sono gli scrittori. Sia per i racconti che pubblico sul blog, sia per il secondo romanzo che sto scrivendo da ormai quattro anni, sia per le canzoni. Le storie, lo stile, il timing della lettura che dà l’atmosfera. È quello che cerco di assorbire e trasportare il più delle volte nelle canzoni. Il gallo canterino, la traccia numero sei nel disco, è fondamentalmente un Animal Farm musicale. Quando l’ho scritta mi uscì di getto, non ho mica pensato ad Orwell. La cultura porta sempre a qualcosa, pure inconsciamente. Quindi, le mie influenze musicali sono sì i De Gregori, De Andrè, Gaber ma anche Bennato, Caparezza, Pino Daniele (mondi distanti tra loro) ma anche Orwell, Proust, Calvino, Bukowski, Fante, De Silva eccetera eccetera.

Il resto qui.

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