Personalità: Premessa

Ultimamente quelle voci da sempre presenti nella mia testa hanno chiesto libertà. Mi hanno pregato, urlando, straziandosi la carne evanescente, dilaniando coi denti le proprie labbra, lacrimando, di conceder loro un po’ di spazio. Non posso fare altro che accogliere la richiesta di questi poveri personaggi, profili, spezzoni della mia anima.

Chi sono loro? Sono me, l’emanazione divisa e unica della mia esistenza.

Scrivo queste vite poiché ne sento il bisogno e poiché da solo non riesco a sostenere il peso di ciò che mi circonda, di questo mondo e di questa realtà così difficile e pesante. Così sono costretto a dividere questo macigno tra più persone, personalità, diverse tra loro, ma riconducibili ad un unico ente. Io sono il contenitore di migliaia di anime, di maschere, di sfaccettature, di colori, di persone, di esseri; ognuno di essi vive in me, ognuno di essi si alimenta col mio cibo, vive nel mio corpo, pompa il mio sangue.

Io sono un catalizzatore di esperienze. Il mondo, nel suo vorticoso, inesorabile, caotico ruotare, ogni istante mi colpisce con un nuovo evento, con un nuovo istante, irripetibile, unico, da registrare. Probabilmente è perché son più sensibile di molti, ma il mio cuore, il mio spirito, così debole, non riesce a sopportare, a contenere tutto il fardello di tali esperienze, belle e brutte. Così mi vedo obbligato a dividere me stesso, la mia anima in diverse anime, per far si che il peso sia più leggero, sopportabile.

È certo che molte di queste personalità non saranno perfette e probabilmente non avranno nulla di positivo, ma fan parte di me e dividerle, scinderle e descriverle nel particolare mi alleggerisce, dandomi la possibilità di studiare le loro sensazioni, emozioni, la loro esperienza del mondo, in maniera specifica e separata.

Ma devo ricordare che ogni loro gioia è la mia gioia, ogni loro rimpianto è un mio rimpianto ed ogni loro colpa è una mia colpa. Anche se ognun ha un suo modo di agire e una propria mentalità esse fanno parte di me, sono parte integrante del mio essere ed è con questo che dovrò, alla fine, fare i conti.

Sempre in contrasto tra loro, e allo stesso tempo unite come fratelli, come le dita divise della mano eppure unite su di un unico palmo. Sempre insieme, pronte a lottare per prevalere, a spingere le altre giù dal baratro, sempre pronte a cercare di vivere in primo piano. Ma so benissimo che la loro esistenza ha uno scopo ben più grande.

Esistono davvero, e non si può mentire sulla loro comparsa nel mondo. Un giorno, quando sarò forte, quando sarò grande abbastanza e coraggioso a sufficienza allora potrò riunirle nuovamente in un unico essere: me. Fino ad allora continuerò ad osservarle, e perché no, ad usarle.

Sono così utili, così interessanti da spiare, così intense. Ognuna di loro prova emozioni diverse, vive sensazioni differenti che le altre non conoscono. Tutte unite eppure così differenti. Tutte differenti eppure così simili nella loro incredibile, eterea forma.
Sono frutto della mia mente, invisibili, ineffabili, eppure le sento respirare chiaramente tutte insieme dentro al mio petto. Mi aiuteranno a capire, a capirmi e a conoscermi. Isolando, spezzettando, dividendo la mia essenza potrò analizzarla meglio, da più punti di vista: dal mio, da quello centrale che le raccoglie tutte e dal singolo, specifico, di ognuna di loro. Così facendo potrò cogliere ogni singola sfumatura, ogni piccolo cromatismo e non dovrò aver paura di nessun difetto, di nessun demone o nessun mostro, poiché nulla sarà un pericolo così grande, tale che le altre non lo possano affrontare unite.

Grazie ad esse, che con tanta foga mi chiedevano di uscire, di essere libere, riuscirò a liberare il vero me, quell’entità che ancora non si è presentata, quella vita che ancora non posso vivere.

Grazie ad esse riuscirò ad essere la speranza che ho sempre desiderato essere. Grazie ad esse saprò bene chi sono, chi sarò, e cosa dovrò fare per essere ciò che diverrò.

Queste sono le mie personalità, le anime che alloggiano dentro me, le vite che ho saputo costruirmi.
Queste sono le mie creature, nate dal mio bisogno, dalla mia debolezza, pronte in ogni istante a darmi forza.

Queste sono le mie vite, e saprò conciliarle. Prima o poi.

Ti sei mai sentito così?

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