Pillole: Il peso del nome

 

Non ho chiesto io di nascere, non è stata una responsabilità che ho deciso di assumermi autonomamente, mi è stata imposta e non ho potuto rifiutarla.
La scelta del nome non è stata volontaria, mi è stato dato, affibbiato, regalato, e non ho potuto oppormi, non ho potuto dire nulla al riguardo.
Eppure..
Non mi dispiace questa vita, non sono qui ad inveirle contro, non parlo, non scrivo per lamentarmene, anzi, la amo. Solo che la faccenda, la situazione è leggermente più complessa di un semplice sentimento. Il ragionamento è più complesso di quel che potrebbe sembrare.
La vita, che non è stata una mia scelta, mi ha dato la possibilità di scegliere e di decidere da me chi essere. La vita mi ha concesso la possibilità di avere un’identità, di decidere quale sarebbe stata la mia. Un grande dono.
Solo che anche questo concetto non è così semplice. Se rifletto sulla mia essenza, su chi sono io, sulla mia identità, posso dire di essere colui che porta il mio nome. Il nome della vita, scelto per me come un marchio caratteristico. Sono quel nome, quel susseguirsi di lettere, eppure non è così semplice.
Il mio caso, un po’ diverso da quello degli altri, mi ha dato l’occasione di riflettere. Ho due nomi. Strano vero? Ho due nomi, dunque non ho una sola identità, non sono un’unica essenza; sono forse due?
Non è così semplice.
Ogni giorno che respiro in questa vita concessa da chi si trova più in alto di me, non sono mai solo. Ogni istante è vissuto assieme ad altri, in relazione con altri e per questo, inevitabilmente, qualcosa di coloro con cui interagisco tocca il mio animo e mi condiziona, mi influenza e cambia inesorabilmente.
Io non ho un solo nome, né due. Io ho tutti i nomi del mondo. Io sono colui che mi hanno concesso di essere, sono colui che ho deciso di essere, sono coloro che ho deciso di vivere, toccare, baciare, odiare, amare. Io sono me, sono te, sono loro; io sono il falso dietro cui ho deciso di nascondermi e sono il vero che ho deciso di mostrare. Io sono luce e sono ombra, sono uno e sono diviso, io sono debole e forte ed ogni cuore che ho toccato, come se fosse il centro di un animo, sono io.
Io sono tutte le mie parti e sono una parte di tutti.
E il mio dovere è vivere per me e per loro con rispetto.
Questo è il peso del nome, questa la sua responsabilità.

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